Si moltiplicano i negozi che acquistano i beni di famiglia anche on line: il metallo viene fuso e riutilizzato. Il test dell´acido per scoprire i "pataccari"
Compro oro. Il cartello giallo in campo nero è comparso in diverse gioiellerie, ma sono soprattutto le insegne di nuovi negozi specializzati nella compravendita del metallo più prezioso a destare l´attenzione dei passanti. L´aumento di questi esercizi è un po´ il termometro della crisi, è il segno che il fondo del barile è stato ormai raschiato. La commessa del negozio "Affari in oro", di via Noce, sorride da dietro il vetro blindato e conferma il trend d´ascesa del bene-rifugio per eccellenza: «Siamo a quattordici euro al grammo, praticamente il massimo storico».
E che gli affari non vanno male lo dice l´imminente apertura di un altro punto-vendita in via Maqueda. Negozi di altre ditte sono stati aperti nelle vie Mariano Stabile, Serradifalco, Crispi, dei Cantieri. L´oro indubbiamente tira, anche se le banche Usa chiudono e le borse sono in affanno. Con una fede coniugale si possono rimediare anche 70 euro. Qualche centinaio di metri più in là, in via Cataldo Parisio, altri negozi, due gioiellerie e un artigiano hanno esposto il cartello. Maurizio Barone, artigiano orafo, conferma la tendenza. «La gente - dice - tende a sbarazzarsi dei gioielli non solo perché ha bisogno di liquidità ma anche perché si rompono e ripararli non è affatto conveniente».
Ma che ne è dell´oro che finisce nei negozi specializzati di compravendita? «La domanda del metallo è molto alta - spiega Gaetano Randazzo, di GR Gioielli - l´oro venduto viene fuso e utilizzato dagli stessi artigiani, non esce dai confini cittadini. Noi invece creiamo gioielli dal metallo-base che dobbiamo reperire in altra sede perché Palermo non è provvista di un banco metalli». Un tempo il quartier generale della compravendita d´oro era al Capo, a ridosso del Monte di Pietà. Tra via Sedie Volanti e le stradine adiacenti era un fiorire di negozi spartani con insegne approssimative e la bilancia in bella mostra. Nonostante il trasloco del Monte in via Pasquale Calvi, i negozi sono rimasti e c´è anche qualche gioielleria. È un viavai che non è mai finito, un´abitudine dura a morire. Per i palermitani è quello il posto dove vendere un orecchino trovato casualmente per terra o dove sbarazzarsi del regalo imbarazzante di un amante.
Il fixing di Londra ieri fissava l´oro a 884 dollari l´oncia, pari a circa 32 dollari il grammo. Ma perché allora al cliente che vende la collanina viene corrisposta una somma largamente inferiore?
«Quel prezzo - esordisce Carlo Spataro, titolare di un negozio in via Borrelli - si riferisce all´oro puro, in lingotti. Quello di anelli, collane e bracciali è una lega, di solito 750 parti per mille. Fatti i debiti calcoli si arriva al prezzo di 12-14 euro al grammo».
Anche Spataro ha fatto la sua gavetta al Capo. Ora si è - come dire - allargato, aprendo un negozio per le figlie Caterina e Alessandra, proprio a pochi passi dal nuovo Monte dei Pegni. Con i tempi che corrono può capitare qualcuno che faccia il furbo, si inventi la vendita di preziosi non proprio aurei. Ma come fare a riconoscere le patacche? Dimenticate la masticatura della moneta d´oro da parte dello sceriffo sdentato nei western all´italiana, quel sistema non si può più adottare. Oggi l´oro è addizionato ad altri metalli come argento, rame, zinco per renderlo più lavorabile e ha perduto la sua morbidezza. E allora?
«Conta l´esperienza - dice Caterina Spataro - si guarda il marchio, la lucentezza, il tintinnìo, il colore. I pataccari ci sono sempre e sono abilissimi, male che va c´è il test dell´acido. Se butti una goccia sull´anello e frigge si vede che non è oro». È finita anche la deregulation spietata degli anni passati. Un tempo i negozi erano frequentati dai ricettatori. Ora non più. Per vendere un oggetto prezioso bisogna esibire il documento e il gioiello va messo in cassaforte per una decina di giorni a disposizione delle forze dell´ordine. Poi può essere disimpegnato. Dunque, addio privacy. Se però non volete far sapere a nessuno che i conti in famiglia sono in rosso c´è sempre Cash Gold, un nuovo servizio on line compreso di agente che recupera direttamente a casa vostra i gioielli e recapita in tempi record l´assegno corrispondente.
Mario Pintagro
Fonte: La Repubblica (Palermo)